TORINO – Il rapporto tra Darren Cahill e Jannik Sinner è destinato a proseguire.
“Il mio futuro è nelle mani di Jannik. Se vorrà che resti, sarò con lui” ha dichiarato il coach australiano alla vigilia dell’esordio alle Nitto ATP Finals. “Lui deve fare ciò che ritiene migliore per la sua crescita. Talvolta una voce nuova può aiutare, ma se pensa che continuare con me sia la strada giusta, lo faremo”.
Cahill ha ricordato anche la scommessa scherzosa nata prima della finale di Wimbledon: “Se avesse vinto, avrebbe potuto decidere cosa avrei fatto nel 2026. A fine anno parleremo, non c’è alcuna pressione: conta solo ciò che serve a Jannik per migliorare”.
Il coach australiano non esclude l’idea di alternare ruoli e figure nel tempo: “Nel tennis spesso i cicli durano 4-6 anni. Il nostro compito è rendere il giocatore sempre più indipendente. Se arriverà il momento del cambiamento, lo aiuterò a trovare la persona giusta”.
Sul lavoro quotidiano, invece, Simone Vagnozzi (presente anche lui nella conferenza stampa) ha sottolineato i progressi tecnici e tattici. “Sinner ora interpreta meglio molte situazioni, varia il servizio, attacca di più la rete”, ha spiegato aggiungendo che ogni mese si vedono piccoli passi avanti: “A 27-28 anni sarà un giocatore totale”.
Coppa davis. Scelta difficile, ma mirata
Cahill ha poi affrontato la scelta – discussa ma mirata – di rinunciare alla Coppa Davis: “Jannik sta giocando tanto e con questo calendario serve programmare per garantire longevità. Vogliamo che sia competitivo anche a 28, 29 e oltre. Abbiamo rinunciato anche a esibizioni e inviti: non può giocare tutto”.
Sinner, intanto, continua la corsa verso la vetta mondiale, in duello serrato con Carlos Alcaraz. “Quest’anno è cresciuto molto – ha sottolineato Vagnozzi – dentro e fuori dal campo. Siamo orgogliosi del percorso”.