Corentin Moutet Coppa Davis

20 Novembre 2025

Valeria Lorenzi

Moutet, l’errore shock che può segnare una carriera: “Mi sento un pagliaccio”

La Francia ha lasciato Bologna con più rimpianti che certezze. L’eliminazione ai quarti di finale della Davis Cup 2025 contro il Belgio (0-2) sarà ricordata soprattutto per l’incredibile errore di Corentin Moutet, un episodio destinato a restare negli archivi delle “papere” più clamorose degli ultimi anni nel tennis internazionale.

Il 26enne mancino, talento tanto estroso quanto imprevedibile, stava conducendo l’incontro d’apertura contro Raphael Collignon, numero 86 del mondo, quando ha scelto la strada più complicata nel momento decisivo. Avanti un set e sul 15-15 del dodicesimo game del secondo parziale, mentre serviva per allungare al tie-break dopo aver appena recuperato il break, Moutet si è complicato la vita su un punto di fatto già vinto: finta di smash a rete, tentativo di tweener di pura esibizione… e totale vuoto. La palla gli passa sotto le gambe senza impattare la racchetta. Un errore da circo più che da Davis.

Da lì, il blackout. Collignon ringrazia, strappa il set e si prende anche il terzo, completando una rimonta insperata ma meritata per lucidità e solidità mentale. Il colpo psicologico travolge l’intera squadra francese: nel secondo singolare Rinderknech cede nettamente a Zizou Bergs, consegnando al Belgio un sorprendente 2-0 e l’accesso alla semifinale.

Moutet: “Mi sono lasciato trasportare. Mi pento di quel colpo”

A fine incontro, Moutet si è presentato davanti ai giornalisti con il volto provato e una sincerità disarmante.
«Ho già fatto questo colpo in passato e la gente lo trovava incredibile. Quando lo sbaglio, dicono che sono un pagliaccio. E quando sbaglio e perdo la partita… beh, penso anch’io di essere un pagliaccio», ha ammesso il francese, consapevole del peso che quell’episodio ha avuto sull’esito del tie.

«Avrei dovuto fare qualcosa di più semplice, soprattutto perché i miei compagni erano lì a crederci. Una volée sarebbe stata la scelta più saggia. Mi pento profondamente di aver tentato quel colpo, ma fa parte del mio modo di giocare. Cerco spontaneità, e purtroppo è quello che mi è venuto spontaneo in quel momento», ha aggiunto.

Poi una riflessione più intima: «Mi sono lasciato trasportare dall’emozione e non sono riuscito a gestirla. Devo accettarlo e imparare la lezione».

La Francia torna a casa con una dose pesante di frustrazione, mentre il Belgio vola in semifinale. Ma l’immagine simbolo del quarto di finale resterà quella di Moutet e del suo errore “impossibile”, un istante che ha cambiato il destino di un’intera sfida. E forse di un’intera carriera.