Inauguriamo da oggi una nuova rubrica di prestigio, firmata da Corrado Barazzutti, figura storica del tennis italiano ed ex capitano azzurro. Un campione del nostro sport che non ha certo bisogno di presentazioni. La partnership darà vita a contenuti originali: articoli di approfondimento e podcast in cui il campione Davis proporrà analisi sull’attualità, ricostruzioni delle grandi storie del passato e chiavi di lettura inedite sul tennis di oggi e di domani. Una rubrica pensata per gli appassionati che vogliono vivere questo sport con uno sguardo più informato, più vicino e più autorevole.
Ascolta il primo episodio 👇🏻
L’Italia vince per la terza volta la Coppa Davis. È un’altra grande vittoria dei nostri giocatori. La terza consecutiva. Un record. Un altro nuovo record. Questi nostri ragazzi non fanno altro che sorprenderci.
Ricordiamoci che in questa squadra mancavano Jannik Sinner e Lorenzo Musetti. Matteo Berrettini e Flavio Cobolli sono stati chirurgici. Non hanno sbagliato nulla. Berrettini si sa, è un giocatore classico di Coppa Davis, in questo tipo di competizione ha sempre dato il massimo e una volta di più a Bologna ha fatto vedere tutto il suo valore in campo e come leader. Cobolli, il giovane del gruppo, ha battagliato e vinto partite decisive incendiando il pubblico bolognese.
La dimostrazione di come solo la Coppa Davis possa trasmettere certi tipi di emozioni che ti lasciano senza respiro. Una grande vittoria dunque di una grande squadra, nella quale voglio ricordare Sonego e uno dei doppi più forti del mondo, Simone Bolelli e Andrea Vavassori. Ma è soprattutto la vittoria di un grande movimento tennistico. Siamo la nazione più forte del mondo non solo per questa terza storica vittoria di Davis, ma perché abbiamo tanti giocatori tra i più forti del pianeta, tra i quali anche il numero uno.
E a completare abbiamo il tennis femminile, perché ricordiamolo, le ragazze hanno vinto per la seconda volta consecutiva la Billy King Cup, nessuna nazione come noi.
Si sta parlando tanto di questa formula di Coppa Davis, a me personalmente non piace, preferivo la vecchia formula. Detto questo i tempi cambiano, come cambiano le regole, ma il valore della Davis non si discute. E alla fine è questa l’unica cosa che conta.