Yulia Salnikova, madre di Stefanos Tsitsipas, ha rilasciato una lunga e sorprendentemente sincera intervista al media russo m.sports, affrontando alcuni dei temi più delicati che hanno segnato uno dei periodi più complessi nella carriera del tennista greco. Dallo stato fisico ai rapporti familiari, passando per la fine della relazione con Paula Badosa e il fallimentare esperimento con Goran Ivanisevic: la Salnikova non ha risparmiato dettagli.
I problemi alla schiena: “Era pronto persino all’operazione”
Tsitsipas ha vissuto un 2024 complicatissimo, caratterizzato da continui dolori alla schiena che lo hanno fatto scivolare fuori dalla top 20. Secondo la madre, un medico specializzato gli aveva addirittura consigliato di chiudere anticipatamente la stagione, rinunciando anche al torneo di Atene, per evitare il rischio di un intervento chirurgico.
“Per un periodo era talmente stanco e provato dal dolore da essere pronto all’operazione. Per fortuna il problema si è risolto senza bisturi” – ha spiegato.
Una parte dell’origine della lesione, secondo la Salnikova, potrebbe essere congenita, aggravata da una leggera inclinazione del corpo durante il servizio che avrebbe causato l’infiammazione del cartilagine vicino al nervo.
La relazione con Paula Badosa: “Una storia difficile fin dall’inizio”
La madre non si è sottratta alle domande sul rapporto tra Stefanos e Paula Badosa, terminato nel 2024 dopo mesi di alti e bassi.
“Non è stata una relazione semplice. Era una storia a distanza e, quando hanno iniziato a frequentarsi, entrambi erano infortunati. Paula non poteva nemmeno scendere in campo. La verità è che è stata difficile dall’inizio e preferisco non entrare nei dettagli, ma non è stata facile per lui.”
Il ruolo di Apostolos: “Solo con suo padre può rendere al massimo”
Da anni il rapporto fra Tsitsipas e il padre-allenatore Apostolos divide l’opinione pubblica. La Salnikova, invece, è convinta:
“Nessun allenatore può lavorare con Stefanos come fa suo padre. È una collaborazione unica, e solo grazie alla loro comprensione comune del gioco ha raggiunto risultati importanti.”
Ha però ammesso che il distacco temporaneo tra i due, avvenuto nel 2024, è stato necessario: “Stefanos non lo sopportava più, era una reazione adolescenziale. Ma quella pausa li ha aiutati: Apostolos ha cambiato atteggiamento e Stefanos è maturato.”
La scelta di Ivanisevic: “È stata colpa mia: decisione sbagliata”
Uno dei passaggi più forti dell’intervista riguarda la breve e turbolenta collaborazione con Goran Ivanisevic.
La Salnikova si assume tutta la responsabilità di quella scelta:
“Ero rimasta impressionata dal modo in cui aveva seguito Djokovic, con totale dedizione. Ho ingenuamente pensato potesse creare lo stesso legame con Stefanos. Mi sbagliavo. Quell’amore professionale si vive una sola volta. È stata una mia illusione.”
Lo stile di gioco di Tsitsipas: “Una sinfonia quando è al top”
Parlando di tennis, la Salnikova descrive il figlio con toni quasi poetici:
“Quando gioca il suo miglior tennis, sembra una sinfonia: inizia, si sviluppa, termina con armonia. Ma negli ultimi anni ha accumulato un carico mentale che gli ha impedito di mantenere quel livello.”
Concorrenza feroce: “Sinner e Alcaraz hanno fatto emergere le sue debolezze”
La madre ammette che l’arrivo delle nuove stelle ha complicato il percorso del greco:
“Prima sembrava avere un potenziale più alto. Poi sono arrivati Sinner e Alcaraz, e le sue debolezze sono diventate più evidenti.”
La motivazione: “Il suo vero punto debole”
Secondo la Salnikova, Stefanos ha sempre avuto un problema: l’eccesso di interessi al di fuori del tennis.
“Non riesce a integrarsi del tutto nella comunità tennistica. Servirebbe la stessa ossessione di Sinner e Alcaraz. Bisogna svegliarsi pensando a ciò che non ha funzionato il giorno prima e lavorarci.”
Il suo ruolo nel team e il sessismo nel circuito
La madre sostiene di poter migliorare il gioco del figlio anche solo del 2-3% e cita come prova la vittoria a Dubai, dove lo accompagnò dopo mesi difficili.
Sorprendentemente, rivela di aver incontrato resistenze all’interno del team:
“Mi sono scontrata con un sessismo moderato. Non tutti pensavano che potessi essere utile.”
Lo sguardo al futuro: “Tornerà in top 10”
Nonostante tutto, la Salnikova è convinta che Stefanos possa risalire la classifica, anche se non lo vede in grado di vincere a breve un titolo dello Slam.
“Oggi solo due giocatori possono vincere i Major. Ma Stefanos, lavorando con suo padre – e con me – può tornare dove merita: nei primi 5. Sono certa che rientrerà in top 10.”
L’auspicio della madre è chiaro: che il 2026 segni la rinascita di un talento che, negli ultimi anni, ha vissuto più ombre che luci.