La stagione della consacrazione è alle spalle, ma per Lorenzo Musetti il futuro è già iniziato. Dopo un 2025 che lo ha visto entrare per la prima volta nella top 10 mondiale, il tennista azzurro non nasconde quale sia il vero traguardo che si è posto per il prossimo anno: ridurre il gap con Jannik Sinner e Carlos Alcaraz.
Un obiettivo ambizioso, ma dichiarato con grande lucidità dal numero 6 del ranking ATP, consapevole della distanza che oggi separa i due dominatori del circuito dal resto della concorrenza. “Sono chiaramente un passo avanti a tutti”, ha ammesso Musetti in un’intervista a Eurosport, sottolineando come proprio questa consapevolezza lo abbia spinto a rinnovare e potenziare il proprio team.
Accanto allo storico coach Simone Tartarini, che lo segue fin dai tempi del tennis giovanile, è infatti entrato José Perlas, figura di grande esperienza chiamata a dare un ulteriore impulso alla crescita del carrarino. “Credo che il lavoro di squadra possa aiutarmi a fare quel salto definitivo che sto cercando”, ha spiegato Musetti, raccontando sensazioni molto positive dalle prime settimane di preparazione in vista della nuova stagione, che partirà dall’Australia.
Il 2025 resterà comunque un anno chiave nella carriera dell’azzurro: la finale a Montecarlo, le semifinali al Roland Garros, la prima partecipazione alle Atp Finals e l’ingresso tra i primi dieci del mondo certificano un percorso di crescita evidente, anche se è mancato il sigillo del titolo. Tra i ricordi più emozionanti, Musetti cita l’accoglienza del pubblico di Torino e la vittoria contro Alex De Minaur, un momento speciale per tanti motivi.
Dal punto di vista tecnico, la strada è tracciata: maggiore aggressività e propositività, elementi ormai imprescindibili nel tennis moderno. “Non si tratta solo di attaccare, ma di prendere in mano lo scambio fin dai primi colpi”, ha chiarito il 23enne, deciso a evolvere il proprio gioco senza rinunciare alla sua identità, simbolizzata da uno dei pochi rovesci a una mano rimasti in top 10.
Il 2026 sarà quindi l’anno della verità per Musetti: l’obiettivo non è solo restare stabilmente tra i migliori, ma provare ad avvicinarsi a chi oggi sembra irraggiungibile. Imperativo d’ordine: colmare il divario.