Per la prima volta dopo quasi cinque anni, Daniil Medvedev si presenta all’estate australiana senza il peso di essere considerato uno dei favoriti assoluti. Attualmente n.13 del ranking mondiale, reduce da un 2025 complicato con tre eliminazioni al primo turno negli Slam, il 29enne russo sembra aver cambiato prospettiva: meno difesa del territorio, più voglia di riconquista.
I primi riscontri al Brisbane International sono stati netti. All’esordio Medvedev ha superato Márton Fucsovics con un doppio 6-2 6-3, per poi confermarsi al secondo turno contro Frances Tiafoe: 6-3 6-2 senza concedere nemmeno una palla break. Un dato significativo, soprattutto alla luce delle difficoltà al servizio che avevano caratterizzato la sua ultima stagione.
Dopo il successo su Tiafoe, Medvedev ha sottolineato proprio la resa del servizio: una continuità che gli ha permesso di mettere pressione costante sull’avversario e di controllare l’andamento del match. Il lavoro svolto durante la preparazione invernale, secondo il russo, sta iniziando a dare risultati concreti.
Nuovo staff, stessi principi (con qualche aggiustamento)
Alla base di questa fase c’è una profonda riorganizzazione del team. Archiviata la lunga collaborazione con Gilles Cervara, Medvedev ha scelto una struttura a due allenatori affidandosi a Thomas Johansson, campione dell’Australian Open 2002, e a Rohan Goetzke. L’obiettivo non è stato rivoluzionare il suo tennis, ma rendere più efficiente ciò che già funziona e intervenire su aspetti finora marginali.
Il gioco da fondo resta centrale, ma con maggiore attenzione alle soluzioni a rete e alla prima di servizio. Medvedev non punta a stravolgere la propria identità tattica, quanto piuttosto ad ampliare le opzioni nei momenti chiave dei match.
Priorità alla condizione fisica
Un altro tema centrale è la tenuta atletica. Dodici mesi fa Medvedev aveva ammesso di aver pagato una stagione vissuta “inseguendo il ranking” fino allo sfinimento. Ora il focus è cambiato: preparazione fisica più mirata e gestione delle energie. Le sensazioni in campo, soprattutto negli spostamenti, sono positive e rappresentano per lui l’indicatore più importante.
Australian Open sullo sfondo
Nonostante l’imminente Australian Open – torneo in cui ha disputato tre finali (2021, 2022 e 2024) senza mai alzare il trofeo – Medvedev evita proiezioni a medio termine. L’attenzione è tutta su Brisbane, sulle condizioni rapide dei campi e sulla continuità di rendimento.
Consapevole di non partire più con l’etichetta di favorito assoluto, il russo punta a riconquistare gradualmente quel ruolo. Le prime due partite in Australia, per qualità e solidità, suggeriscono che il percorso potrebbe essere più rapido del previsto.