Sabato 17 gennaio, presso la Rod Laver Arena del Melbourne Park, andrà in scena la cerimonia d’apertura dell’Australian Open 2026, primo slam stagionale che prenderà il via il giorno successivo. Si tratta di una novità davvero speciale per il mondo del tennis e i suoi appassionati: sul cemento d’oltreoceano, infatti, saranno protagonisti d’eccezione quattro numeri uno del passato. Vale a dire Roger Federer, Andre Agassi, Patrick Rafter e Lleyton Hewitt, i quali si sfideranno in una partita di esibizione che promette emozioni e spettacolo.
Alla vigilia dell’attesissimo evento, “King Roger” è intervenuto in conferenza stampa per esprimere le sue sensazioni in merito al ritorno su palcoscenico che l’ha visto trionfare sei volte in carriera. Ma durante la chiacchierata il nativo di Basilea ha trattato anche altri temi, soffermandosi a lungo su Jannik Sinner e Carlos Alcaraz e sulla decisione di appendere la racchetta al chiodo.
Sinner-Alcaraz, Fonseca e il tema ritiro: Rogerer Federer a tutto campo
«La verità è che sono un po’ nervoso», ha esordito Federer senza nascondersi. «È passato molto tempo da quando sono stato qui l’ultima volta e non sono mai riuscito a dare l’addio a questo torneo nel modo come avrei voluto. Qui ho tantissimi bei ricordi, è uno dei tornei preferiti e ricorderò per sempre il titolo del 2017 perché fu davvero inaspettato. Non vedo l’ora di scendere in campo sabato, sono venuto qui in Australia insieme ai miei genitori. Sarei felice di essere qui anche se avessi vinto la metà dei titoli in carriera», ci ha tenuto a sottolineare.
Dopodiché il discorso si è spostato su Sinner, Alcaraz e la loro rivalità: «Qualche volta mi sono allenato con loro e posso dire che è incredibile come colpiscano la palla. La rivalità che stanno costruendo è veramente impressionante. L’intero mondo dello sport si è fermato per vedere cosa stesse accadendo nella loro finale al Roland Garros, uno dei migliori match di tutti i tempi. Tutti cercano di restare al passo, ma loro continuano a spingersi sempre oltre. Ci aspetta ancora tanto spettacolo».
Sull’azzurro: «Jannik gioca in modo molto diverso da me, quando ho visto il suo match contro Dimitrov a Wimbledon ho iniziato a immaginare come sarebbe stato giocare contro di lui. Credo sia stata una delle prime volte in cui ho pensato a come sarebbe stato giocare contro Jannik. Ero seduto lì e mi è venuto da pensare a come sarebbe potuto essere, perché Grigor gioca in modo molto simile al mio. Non mi sono sentito così guardando Jannik contro Djokovic a Shanghai. In quell’occasione stavo solo guardando un ottimo tennis perché entrambi giocavano in modo molto diverso dal mio».
Su Alcaraz: «In generale mi sento più simile alla mentalità e al modo di vivere le partite di Carlos. Il modo in cui usa i drop shot, come arriva a rete, come alterna difesa e attacco. Entrambi amiamo giocare a modo nostro». A questo punto, gli intervistatori hanno fatto notare allo svizzero che il giovane murciano si è recentemente separato dal coach Juan Carlos Ferrero… La risposta di Federer: «Io allenatore? Mai dire mai. Ma in questo momento sono molto impegnato: ho quattro figli».
Tornando all’Australian Open, il pensiero su un’altra potenziale sfida in finale tra Jannik e Carlos: «Giocano un tennis incredibilmente bello. Siamo tutti curiosi di vedere cosa succederà questa volta. Sono naturalmente i favoriti, ma tutto è possibile». Dovesse aggiudicarsi il titolo, Alcaraz, a 22 anni, potrebbe già ventarsi di aver vinto tutti gli slam almeno una volta. L’ex numero uno al mondo fa tifo per lui: «Alla sua età, riuscire a completare un Grande Slam in carriera sarebbe già qualcosa di pazzesco. Vediamo se ce la farà. Spero proprio di sì, perché per il tennis sarebbe un momento straordinario».
Chi potrebbe rompere il duopolio italo-spagnolo è Joao Fonseca. E King Roger ha qualche consiglio per lui: «Spero che abbia la mentalità di diventare il migliore e non semplicemente quella di provare a essere il terzo incomodo. Dovrebbe approcciare ogni torneo con l’obiettivo di vincerlo, ciò che lo rende unico è la potenza dei suoi colpi. La verità è che sembra abbia una specie di aura oltre a essere davvero un bravo ragazzo. Mi diverto molto a guardare le sue partite, se migliora il suo gioco il suo limite sarà il cielo».
Come vi abbiamo anticipato, durante la chiacchierata Federer è tornato a parlare anche della decisione di mettere fine al suo percorso da giocatore professionista: «Quando ho deciso di ritirarmi alla fine è stato come un sollievo considerando i tanti infortuni. In questo momento mi sento benissimo e sono pienamente in controllo di cosa fare nella vita».