Il miglior Novak Djokovic si riaffaccia sul palcoscenico dell’Open d’Australia 2026. Il campione serbo debutta con una prestazione autoritaria, domina lo spagnolo Pedro Martínez e conquista la sua centesima vittoria a Melbourne, imponendosi con il netto punteggio di 6-3, 6-2, 6-2.
Djokovic ha fatto capire da subito le proprie intenzioni: controllo totale del match dall’inizio alla fine, solidità al servizio (appena cinque punti concessi nei propri turni di battuta) e una condizione atletica che ha ricordato il serbo dei tempi migliori. Un successo che vale molto più del semplice passaggio del turno, perché rappresenta un segnale forte lanciato a tutto il circuito.
Dopo dieci settimane di assenza dalle competizioni, successive al titolo conquistato ad Atene, Djokovic è tornato nella sua “seconda casa”, quel torneo che ha già vinto dieci volte e che resta il suo Slam preferito. Questa volta, però, non parte come favorito numero uno: da oltre un anno il ruolo è passato a Carlos Alcaraz e Jannik Sinner, protagonisti delle recenti sfide che hanno fermato il serbo nei Major.
Lo stesso Djokovic, alla vigilia del torneo, aveva ammesso di aver pagato soprattutto sul piano fisico nelle sconfitte subite contro lo spagnolo e l’italiano a Roland Garros, Wimbledon e US Open. L’obiettivo, nelle prime fasi del torneo, è quindi quello di accumulare minuti in campo senza stressare eccessivamente il fisico.
Missione perfettamente riuscita nel debutto sulla Rod Laver Arena, lo stesso impianto da cui un anno fa era uscito tra fischi e problemi fisici. Questa volta l’accoglienza è stata da vero re del torneo, e la risposta del campo è stata all’altezza: servizio preciso, rovescio profondo, diritto aggressivo e una mobilità sorprendente per un giocatore di 38 anni.
Martínez ha provato a resistere, a variare e ad accorciare gli scambi, ma si è trovato di fronte un muro quasi invalicabile. Il break immediato in avvio di match ha indirizzato il primo set, chiuso 6-3 da un Djokovic solido e concentrato. Il copione non è cambiato nel secondo parziale, dominato dal serbo per 6-2, con lo spagnolo capace di raccogliere un solo punto in risposta.
Nel terzo set Djokovic ha continuato a macinare gioco, concedendosi anche qualche colpo di puro talento, segno di un controllo totale della partita. L’ultimo break ha chiuso definitivamente i conti sul 6-2 finale, certificando una prestazione praticamente perfetta.
La sensazione è chiara: se il fisico reggerà e questo livello di gioco verrà confermato, Novak Djokovic sarà ancora un protagonista assoluto a Melbourne.