Andrey Rublev e Marat Safin

21 Gennaio 2026

Stefano Cagelli

Rublev ha ritrovato il “chill” grazie a Marat Safin

Sotto lo sguardo rilassato e carismatico di Marat Safin, Andrey Rublev continua il suo cammino agli Australian Open, mostrando segnali incoraggianti non solo sul piano del gioco, ma anche – e forse soprattutto – su quello mentale.

Il russo, testa di serie numero 13, ha superato al secondo turno il qualificato portoghese Jaime Faria con il punteggio di 6-4, 6-3, 4-6, 7-5, al termine di una partita più complicata del previsto sulla Margaret Court Arena. Dopo un leggero passaggio a vuoto nel terzo set, Rublev ha ritrovato solidità e concentrazione, riuscendo a chiudere l’incontro in quattro set.

A fine match, il moscovita non ha risparmiato elogi all’avversario: «Non lo conoscevo per niente… e sinceramente non capisco come possa essere ancora nelle qualificazioni. Con il suo livello dovrebbe stare molto più in alto», ha dichiarato Rublev. «Non è stato facile: ho cercato solo di restare lì, lottare e aspettare il mio momento».

A bordo campo, Safin – campione degli Australian Open nel 2005 – ha seguito l’incontro con la consueta aria imperturbabile, occhiali da sole e felpa di Paul McCartney, incarnando alla perfezione quella “calma” che Rublev ha più volte indicato come l’elemento chiave portato dall’ex numero uno del mondo nel suo team.

Già dopo il primo turno, in un’intervista a caldo piuttosto movimentata, Rublev aveva raccontato come Safin stia aiutando lui e il suo staff a “rilassarsi” di più. Concetto ribadito anche dopo la vittoria su Faria: «Ovviamente non dirò tutta la verità», ha scherzato Rublev con i giornalisti. «Ma porta tutto. Sicuramente molta più calma».

L’inizio di stagione del russo è decisamente positivo: semifinale a Hong Kong nel primo torneo dell’anno e ora terzo turno a Melbourne. Un netto passo avanti rispetto al 2024, quando Rublev aveva iniziato l’annata con due eliminazioni all’esordio. La differenza, questa volta, è evidente: Safin nel suo angolo, ufficialmente entrato nello staff – insieme a Fernando Vicente – nell’aprile 2025.

Dopo due stagioni altalenanti, segnate da problemi di continuità e da difficoltà legate alla salute mentale, Rublev cerca ora stabilità e un salto di qualità nei tornei dello Slam. Per farlo, ha affrontato una preparazione durissima, con grande attenzione alla condizione fisica e a sessioni di allenamento ad altissima intensità.

«È pazzesco: con Marat e il resto del team mi stanno letteralmente uccidendo», aveva raccontato Rublev a dicembre. «Prima due ore e mezza di fitness, poi due ore di tennis. Intensità altissima da fondo, senza errori. Ma è tutto per me, per crescere».

Accanto al lavoro, però, c’è anche spazio per la leggerezza. Safin era già stato un punto di riferimento per Rublev nel 2024, durante un periodo di forte depressione, e il loro rapporto – umano prima ancora che professionale – è diventato sempre più solido. «Ci divertiamo insieme», ha spiegato Rublev. «Dipende dai giorni: quando serve essere seri, lo siamo. Quando è il momento di divertirsi, ci divertiamo».

Al terzo turno, Rublev affronterà l’argentino Francisco Cerúndolo, avanti 3-1 nei precedenti. Il russo vanta tre quarti di finale agli Australian Open e punta ora a spingersi ancora più in là, con un’arma in più: la ritrovata serenità.