Nella mattinata di giovedì 22 gennaio, Jannik Sinner tornerà protagonista all’Australian Open 2026 per giocare il match valido per il secondo turno contro il “padrone di casa” James Duckworth. Tra l’azzurro e il nativo di Sydney (34 anni compiuti qualche ora fa) sarà il quarto confronto nel circuito maggiore, il primo a distanza di oltre quattro anni senza incroci. Nei tre precedenti due volte ha avuto la meglio l’altoatesino imponendosi per 7-6, 6-4 ai quarti dell’Atp 250 di Sofia 2021 e per 6-1, 6-2 al primo turno dell’Atp 250 di Colonia. L’unica vittoria del tennista aussie risale invece a un 6-3, 6-4 maturato al secondo turno del Masters 1000 di Toronto nella stessa stagione.
Come andrà stavolta solo il tempo – anzi, il campo – potrà dirlo. Quel che è certo, intanto, è che la punta di diamante del tennis tricolore arriva al match abbastanza riposato, dopo il successo per ritiro contro Hugo Gaston, il quale ha deciso di alzare bandiera bianca sotto 2-6, 1-6 nel punteggio. Duckworth, dal canto suo, è proveniente da una maratona di quasi quattro ore e mezza (4h e 22 minuti), da cui è uscito vincitore su Dino Prizmic con un combattutissimo 7-6, 3-6, 1-6, 7-5, 6-3. Chiaramente, Jannik scenderà in campo nettamente favorito e ogni aspetto lascia presagire che possa accedere al terzo turno in scioltezza. Ma in tutto ciò, tanti appassionati si chiedono: chi è questo giocatore australiano che cercherà di mettergli il bastone tra le ruote?
Chi James Duckworth, l’avversario di Sinner al secondo turno dell’Australian Open 2026
Partiamo dallo storico del ranking. James Duckworth è arrivato all’Australian Open 2026 da numero 88 al mondo, ma nel recente passato è riuscito a spingersi sino alla posizione numero 46 (nel gennaio del 2022). La sua bacheca può contare di ben 17 trofei conquistati nel circuito Challenger (l’ultimo a Sydney lo scorso anno) e di 2 trofei ottenuti nel circuito ITF, mentre a livello Atp l’unica finale disputata risale al settembre del 2021 all’Atp 250 di Astana, dove venne sconfitto dal coreano Kwon Soon-woo per 7-6, 6-3. Ci troviamo, dunque, al cospetto di un tennista dalla discreta competitività e dalla grande esperienza, anche se limitata ai palcoscenici di periferia. Oltre a questo possiamo dire che Duckworth non è eccelle fisicamente (è alto 1,83 m e pesa 82 kg) ma di certo non gli è mai mancato il talento, a cui si aggiungono un servizio degno di nota e una notevole freddezza nei momenti decisivi.
Il percorso del buon James tuttavia è stato costellato da una lunga serie di problemi fisici, tra cui alcuni che lo hanno costretto ad operarsi chirurgicamente (è finito ben nove volte sotto ai ferri, probabilmente un record). Nel 2018, ad esempio, l’australiano fu costretto a due operazioni per rimuovere frammenti ossei dal gomito e dal piede («Mio padre è un chirurgo, e prima dell’ultimo intervento al piede non sapeva nemmeno se sarei stato in grado di tornare in campo», ha rivelato in una recente intervista). Poi l’infortunio all’anca (altro intervento), quello alla schiena nel febbraio del 2024 e svariati altri piccoli acciacchi che non gli hanno mai permesso di fare il salto di qualità. Salto di qualità che, magari, punta a fare proprio quando sembrerebbe aver imboccato il viale del tramonto…
La nonna tennista ed altre curiosità
Di Duckworth è interessante sapere anche che non è l’unico rappresentante della famiglia legato a questo sport. Sua nonna Beryl Penrose è stata infatti un’ottima tennista a cavallo degli anni Cinquanta, storica campionessa di singolare, doppio e doppio misto all’Australian Open 1955. Per quanto riguarda invece il resto, sappiamo che l’australiano ha cominciato ad imbracciare la racchetta all’età di sette anni e che il suo idoli sono presto diventati Lleyton Hewitt e Patrick Rafter. Tennis a parte, Duckworth ama il rugby e il football americano e ha dichiarato che gli sarebbe piaciuto giocare per i Newcastle Knights.
Lo ‘screzio’ con Jannik
Concludiamo rimembrando le scintille registratesi in uno dei precedenti tra Jannik e Duckworth. Più precisamente nel match che i due giocarono al Masters 1000 di Toronto del 2021, dal quale uscì vincitore il classe ’92. Era il secondo set, l’australiano giocò un pallonetto che finì in campo anche grazie all’aiuto del vento. Dopo aver vinto il punto, l’attuale numero 88 al mondo esultò con un feroce “c’mon” finendo per scatenare il nervosismo dell’azzurro, il quale reagì scagliando a terra la racchetta. Duckworth, dopo aver vinto la sfida, infierì poi in conferenza stampa lasciandosi andare alle seguenti parole: «Tutti pensavano che al terzo turno ci sarebbe stato Sinner-Medvedev, non si ricordavano nemmeno che prima l’italiano avrebbe dovuto giocare con me. E io avevo qualcosa da dimostrare…».