Finisce nel peggiore dei modi la corsa di Lorenzo Musetti all’Australian Open: il numero due italiano era avanti di due set (6-4, 6-3) contro Novak Djokovic nei quarti di finale sulla Rod Laver Arena, in pieno controllo del match, ma è stato costretto al ritiro per un improvviso infortunio muscolare nella zona dell’adduttore destro.
Una delusione incredibile per l’azzurro, che fino a quel momento aveva messo in campo una straordinaria prova di maturità tecnica, tattica e mentale, solido al servizio, brillante nelle variazioni, lucidissimo nella gestione dei momenti chiave. Djokovic, spesso in difficoltà, è apparso disorientato dalla continua alternanza di ritmo e soluzioni dell’azzurro, incapace di trovare contromisure efficaci nei primi due set.
Purtroppo non è la prima volta che capita una cosa del genere a Muso. Già nella scorsa stagione era stato frenato da guai muscolari in match di altissimo livello: nella finale di Montecarlo e nella semifinale del Roland Garros, entrambe le volte dopo aver vinto il primo set contro Carlos Alcaraz, il fisico lo aveva tradito, impedendogli di giocarsela fino in fondo.
A fine partita è stato lo stesso Djokovic a rendere onore all’avversario: “Con la testa ero già a casa. Lorenzo è stato il migliore e meritava di vincere”, ha ammesso il serbo. “Nei primi due set non mi ha praticamente fatto giocare, variava continuamente e non riuscivo a trovare il ritmo. Purtroppo questi episodi fanno parte dello sport, è successo anche a me in passato”.
Djokovic, che negli ottavi aveva già beneficiato del ritiro di Jakub Mensik, vola così in semifinale, dove affronterà il vincente della sfida tra Jannik Sinner e Ben Shelton. “Dovrò alzare molto il mio livello”, ha aggiunto Nole. “Ringrazio Dio per questa opportunità, ma so che servirà qualcosa in più”.
Per Musetti resta la delusione, enorme, ma anche la consapevolezza di aver mostrato un tennis da protagonista assoluto. Il campo gli ha tolto la semifinale, ma ha mostrato ancora una volta un livello di gioco da top 5.