Shelton Sinner Australian Open

28 Gennaio 2026

Stefano Cagelli

Australian Open, Shelton dopo la sconfitta: “Sono più vicino a Sinner e Alcaraz di quanto sembri”

Ancora una volta Ben Shelton deve inchinarsi a Jannik Sinner, ma lo fa con la consapevolezza di essere sulla strada giusta. Nei quarti di finale dell’Australian Open 2026, il talento statunitense è stato sconfitto dal numero due del mondo con un netto 6-3, 6-4, 6-4, risultato che certifica l’ottava vittoria consecutiva dell’altoatesino nei confronti diretti.

Un copione simile a quello visto dodici mesi fa, ma con una differenza sostanziale: Shelton è apparso più competitivo, più solido e mentalmente presente. Non abbastanza, però, per scalfire il dominio dell’azzurro, che ha saputo colpire nei momenti chiave e capitalizzare ogni incertezza dell’avversario.

In conferenza stampa, Shelton ha analizzato con lucidità la sconfitta, individuando nel rendimento in risposta sul secondo servizio il vero spartiacque della partita:

“Jannik ha risposto benissimo ed è stato molto solido al servizio. La differenza maggiore oggi è stata proprio nella mia risposta sulla seconda. È un aspetto in cui durante il torneo avevo fatto bene, ma oggi non sono riuscito a mantenerlo”.

L’americano non ha nascosto di aver disputato una buona partita da fondo campo, di aver servito discretamente e di essersi mosso bene in avanti, ma contro un giocatore del calibro di Sinner certi dettagli diventano decisivi.

“Sono più vicino a Sinner e Alcaraz di quanto sembri”

Nonostante l’eliminazione, il classe 2002 guarda avanti con fiducia, convinto di essere sempre più vicino al livello dei migliori:

“Il mio tennis sta migliorando e mi sento sempre meno limitato. Questo sport richiede tempo e i risultati non arrivano sempre quando li vuoi. Credo davvero di essere vicino a mettere insieme tutti i pezzi”.

Nel mirino restano i due riferimenti assoluti della nuova generazione, Sinner e Carlos Alcaraz, anche se Shelton ammette di dover ancora compiere l’ultimo salto di qualità per poterli affrontare ad armi pari.

Shelton si definisce senza mezzi termini “dipendente” dal tennis e dalle emozioni dei grandi tornei:

“Sentire la pressione di un campo di uno Slam è la sensazione migliore che esista. È un privilegio essere qui ogni volta e questo è ciò che mi spinge ogni giorno”.

La delusione per la sconfitta è forte, ma non intacca la fiducia nel lavoro quotidiano e nel percorso intrapreso.

Un giocatore diverso rispetto a un anno fa

Un anno dopo, Shelton si sente profondamente cambiato, soprattutto dal punto di vista professionale:

“Sono molto più metodico: nel modo in cui mi alleno, mi preparo alle partite, nelle routine quotidiane e nella concentrazione durante i tornei”.

Un’evoluzione evidente anche in campo, seppur non ancora sufficiente per ribaltare l’inerzia contro un avversario come Sinner, capace di aggredire il punto già dal primo colpo.

Shelton sa bene cosa gli è mancato per provare davvero a vincere:

“Contro un giocatore come lui devi essere più aggressivo e avere più intenzione sul secondo servizio. Ho lasciato troppo facile il mio secondo colpo e lui ne ha approfittato”.

La crescita c’è, il divario resta. Ma la sensazione è che Ben Shelton stia lavorando nella direzione giusta. Il salto definitivo, come dice lui stesso, sembra solo questione di tempo.