Semifinali Australian Open

29 Gennaio 2026

Stefano Cagelli

Australian Open, Djokovic e Zverev possono fermare Sinner e Alcaraz? Analisi delle semifinali maschili

L’Australian Open 2026 entra nella sua fase decisiva e lo fa nel modo più “ortodosso” possibile: i quattro principali favoriti sono arrivati fino alle semifinali. Non accadeva da quasi sette anni che le prime quattro teste di serie maschili si ritrovassero tutte insieme a questo punto di un torneo dello Slam.

I quarti e gli ottavi hanno confermato ciò che molti sospettavano: Carlos Alcaraz e Jannik Sinner sembrano viaggiare su un piano superiore rispetto al resto del circuito, avviati verso l’ennesimo scontro diretto per il titolo. Ma dall’altra parte della rete ci saranno due giocatori che hanno ancora qualcosa – e molto – da dire: Alexander Zverev e Novak Djokovic.

I dubbi che avevano accompagnato la vigilia – l’assenza di Juan Carlos Ferrero nel box di Alcaraz, una preparazione invernale movimentata, il caldo estremo di Melbourne – oggi sembrano lontani. La realtà è che lo spagnolo e l’italiano arrivano alle semifinali forti, convinti e affamati come mai.

Alcaraz vs Zverev: potenza contro controllo

Testa a testa: 6-6

Se Zverev sogna di vincere il suo primo Slam, il percorso è proibitivo: prima Alcaraz, poi – eventualmente – Sinner o Djokovic. Una doppia scalata che mette alla prova non solo il tennis, ma anche la tenuta mentale di un giocatore spesso frenato nei momenti decisivi.

Il tedesco, però, ha un piano chiaro: servizio dominante e primi colpi aggressivi. Quando due anni fa riuscì a mettere in difficoltà Alcaraz, lo fece proprio così: alta percentuale di prime, punti rapidi, rovescio lungolinea coraggioso e nessun timore nello scambio di dritto. Un copione semplice solo sulla carta, perché richiede continuità, audacia e la capacità di dimenticare un passato ingombrante nei grandi appuntamenti.

C’è però una statistica che pesa: ogni volta che Alcaraz supera il 40% di punti vinti in risposta sulla prima di Zverev, l’inerzia gira nettamente dalla sua parte. Se Carlos riesce a entrare nello scambio e a prendere il centro del campo già dal terzo colpo, le scorciatoie per Sascha finiscono. Lo spagnolo oggi è più solido, più maturo mentalmente e con un rovescio diventato una vera muraglia.

Le condizioni diurne potrebbero aiutare il servizio di Zverev, ma allo stesso tempo esaltano la potenza dei colpi di Alcaraz. Il rischio è trasformare il match in una guerra di logoramento, terreno dove Carlos parte con un leggero vantaggio. Zverev avrà bisogno di una giornata irreale al servizio; Alcaraz, imbattuto nel torneo e senza set persi, non sembra intenzionato a concedere nulla.


Djokovic vs Sinner: la storia contro il presente

Testa a testa: 6-4 Sinner

Djokovic è ancora qui. E già questo, per come si era messo il torneo, ha qualcosa di miracoloso. Il serbo ha beneficiato del ritiro di Lorenzo Musetti, ammettendo con ironia: “Stanotte dovrò pregare il doppio”.

La narrativa che lo accompagna è una sola: l’epica. Il peso della storia, del palmarès, della caccia al 25° Slam. Dal punto di vista fisico, Djokovic arriva fresco: è il semifinalista che ha passato meno tempo in campo. Dal punto di vista del gioco, però, i segnali sono tutt’altro che rassicuranti: fatica nello scambio, poca fiducia a rete, difficoltà a chiudere i punti.

Ed è qui che entra in scena Sinner. L’azzurro ha appena disinnescato il servizio di Ben Shelton con una facilità impressionante e, se ripeterà quel livello, potrà mettere sotto pressione la struttura stessa del tennis di Djokovic. Profondità, risposta aggressiva, ritmo costante: trovare subito i piedi dell’avversario è l’arma con cui Jannik anestetizza i suoi avversari.

Per Djokovic, le chiavi sono poche ma chiare: ritrovare il servizio, osare di più col secondo colpo, usare smorzate e variazioni per spezzare il martello pneumatico di Sinner e, soprattutto, allungare i set, sperando che l’italiano accusi un calo fisico. I precedenti recenti – Australian Open 2024, Roland Garros 2025, Wimbledon 2025 – dicono che nei punti rapidi oggi Jannik è avanti.

Storia contro attualità. Maestro contro allievo. A Melbourne va in scena un altro capitolo di un duello che racconta il passaggio di testimone più delicato del tennis moderno. Da non perdere.