Il primo finalista degli Australian Open è Carlos Alcaraz. Dopo una maratona che ha tenuto tutti con il fiato sospeso, il numero uno del mondo ha avuto la meglio su Alexander Zverev con il punteggio di 6-4, 7-6, 6-7, 6-7, 7-5. Un incontro che ha visto il tedesco servire per chiudere, salvo poi arrendersi a un Alcaraz straordinario, che a sua volta era sul punto di lasciare il campo per crampi durante il terzo set. È stata una vera battaglia fisica e mentale, una partita che ha toccato le 5 ore e 27 minuti, la più lunga della stagione, e la più lunga dopo quella tra Rafa Nadal e Daniil Medvedev disputata nel 2022.
Alcaraz, quarta finale slam consecutiva e ottava (già) in carriera
Alcaraz sembrava dover lasciare il campo da un momento all’altro per i crampi che lo avevano colpito durante il terzo set. Invece il talento spagnolo ha saputo reagire, ritrovando l’energia necessaria per battere Zverev. “Come ho fatto? Credendoci,” ha dichiarato a fine partita. A soli 22 anni Carlitos continua a dimostrare di possedere una forza mentale fuori dal comune. Con questa vittoria conquista la sua quarta finale consecutiva in uno Slam, un traguardo straordinario, e l’ottava finale in totale.
Il match
La semifinale si apre nel segno dell’aggressività di Alcaraz, capace di prendere subito il controllo degli scambi e di mettere pressione a un Zverev che ha faticato nei momenti chiave. Il primo set si decide con un break nel nono game: 6-4 per lo spagnolo in 40 minuti, grazie a un servizio solido e un ritmo costante da fondo campo.
Nel secondo parziale Zverev resiste, salva diverse palle break e trova il guizzo giusto nel sesto gioco per portarsi avanti. Alcaraz, però, non molla, recupera lo svantaggio e trascina il set al tie-break, dove un minibreak nel finale indirizza tutto dalla sua parte. Sembrava l’allungo decisivo, ma la partita era ben lontana dal finire.
Nel terzo set arriva il momento più delicato: sul 4-4 Alcaraz accusa un forte dolore alla gamba destra, chiama il fisioterapista, e fa discutere per il medical time-out. La decisione scatena la protesta di Zverev (leggi qui i dettagli), ma Alcaraz stringe i denti, nonostante il dolore e i problemi fisici, e cede il parziale al tie-break. Il quarto set è una lotta di nervi. Dopo oltre quattro ore di gioco, la partita arriva ancora una volta al tie-break, questa volta vinto dal tedesco, che impatta sul 2-2 portando la sfida al quinto.
Nel set decisivo Zverev parte meglio, strappa subito il servizio e sembra avere il controllo della situazione. Alcaraz fatica, sbaglia, ma rimane aggrappato alla partita. Il tedesco non riesce a chiudere l’incontro e, sul 5-4 quando serve per il match, tremano i nervi: lo spagnolo piazza il controbreak e cambia definitivamente la storia della semifinale. A quel punto, è solo Alcaraz.
Spinto dal pubblico il numero uno del mondo alza il livello, trova colpi vincenti in serie e mette pressione su Zverev, ormai sulle gambe. Sul 6-5, arriva il match point, Alcaraz risponde profondo, resiste allo scambio e chiude un incontro epico.
La vittoria segna un passo importante nella carriera di Alcaraz, che, nonostante i crampi e il dolore fisico, è riuscito a conquistare una finale che lo consacra come uno dei giovani talenti più promettenti del tennis mondiale. Con questa vittoria, Alcaraz diventa il più giovane uomo nella storia Open a raggiungere la finale di tutti e quattro gli Slam. Domenica, alle 9:30 italiane, si giocherà il suo primo titolo a Melbourne contro il vincente della semifinale tra Jannik Sinner e Novak Djokovic.