Alcaraz Australian Open

2 Febbraio 2026

Stefano Cagelli

Alcaraz: “Solo il mio team e la mia famiglia sanno quanto ho lavorato per arrivare fin qui”

Melbourne – Ore dopo aver alzato al cielo il trofeo dell’Australian Open 2026, Carlos Alcaraz prova ancora a mettere ordine nelle emozioni. Il sorriso è quello di chi ha appena scritto una pagina di storia, la voce è ferma, matura, consapevole. Nel consueto incontro con i media in un parco di Melbourne, il campione spagnolo racconta il dietro le quinte del successo, rende omaggio ai grandi del tennis e guarda già ai prossimi traguardi.

“È un sogno che diventa realtà”, confessa il murciano. “Sul match point ero davvero nervoso, mi tremava tutto il corpo. Quando ho visto la palla uscire, ho provato una sensazione incredibile: ho capito di aver raggiunto qualcosa per cui ho lottato tantissimo. Solo il mio team e la mia famiglia sanno quanto ho lavorato per arrivare fin qui”. Tra le curiosità, anche l’idea – ancora in fase di riflessione – di tatuarsi un canguro per ricordare il trionfo australiano, probabilmente su uno dei due polpacci.

I festeggiamenti, però, sono stati ridotti all’osso. Gli impegni del campione lo hanno trattenuto fino a notte fonda: “Ho lasciato il club verso le due del mattino, ero senza energie. Ho passato un po’ di tempo con mio fratello e alcuni amici giocando a giochi da tavolo, niente di più”.

Inevitabile il riferimento a Rafael Nadal, presente a Melbourne e protagonista di un breve scambio con Alcaraz dopo la finale: “Abbiamo parlato un po’ del match. La sua presenza ha reso tutto ancora più speciale, per me è stato pazzesco. Dopo la semifinale ho ripensato spesso a ciò che fece lui nel 2009, quando batté Verdasco e poi Federer in finale. Sa perfettamente cosa si prova in momenti così: è stato emozionante”.

Con il Career Grand Slam completato alla più giovane età, Alcaraz non nasconde l’ambizione ma predica cautela: “È un enorme onore entrare nel club delle leggende che hanno vinto tutti i Major. Continuerò a lavorare per arrivare nella migliore forma possibile ai tornei più importanti. Vincere i quattro Slam nello stesso anno è un’impresa gigantesca: meglio procedere passo dopo passo”.

Parole di grande stima anche per Novak Djokovic, modello di longevità e dedizione: “Non penso di giocare fino a 38 anni, ma Novak è una fonte d’ispirazione per il desiderio con cui continua a competere e per il lavoro che fa ogni giorno. È impressionante vederlo lottare ancora per i titoli più importanti e sfidare i più giovani. La sua fiducia e il suo impegno sono davvero straordinari”.

Nelle prossime ore Alcaraz rientrerà in Spagna. Il tempo per godersi il trionfo è poco: la vetta è conquistata, ma la fame di nuove sfide è già lì, pronta a spingerlo sempre oltre.