Nuova stagione, vecchia discussione. Il tennis di oggi è davvero superiore a quello dell’era dominata da Roger Federer, Rafael Nadal e Novak Djokovic? Un confronto infinito, spesso stanco, ma che continua ad alimentare dibattiti tra appassionati e addetti ai lavori. A riaccenderlo, con argomenti tutt’altro che banali, è stato Mats Wilander, sette volte campione Slam ed oggi una delle voci più autorevoli del panorama mediatico internazionale.
Intervenendo in dichiarazioni riprese da Tennis 365, Wilander ha analizzato in profondità cosa renda Jannik Sinner e Carlos Alcaraz due giocatori capaci di “portare il gioco al livello successivo”, senza cadere nel tranello del semplice confronto generazionale.
Sinner, potenza e anticipo mai visti
“Sinner e Alcaraz hanno portato il tennis a un altro livello per diverse ragioni”, esordisce Wilander. E sul numero uno azzurro il giudizio è netto: “Ho visto giocatori colpire più forte di Jannik, ma nessuno che colpisca così forte prendendo la palla così presto. La combinazione di anticipo e potenza è ciò che rende Sinner straordinario. È molto più difficile mantenere quella forza e quella continuità quando si gioca così vicino alla linea di fondo”.
Secondo lo svedese, la differenza sta tutta nella posizione in campo: “Abbiamo visto tanti giocatori, soprattutto sulla terra battuta, arretrare di tre metri per avere il tempo di caricare il colpo. Sinner no. Lui resta sulla linea di fondo e spinge fortissimo. Personalmente, nella mia carriera tennistica, non avevo mai visto una combinazione simile di potenza e anticipo”.
Alcaraz, un livello ancora diverso
Se per Sinner le parole sono di ammirazione, per Alcaraz Wilander sembra quasi in difficoltà nel trovare definizioni adeguate. “Poi guardi Alcaraz e hai la sensazione che sia su un altro piano”, spiega l’ex campione svedese. “Questo non significa che sia migliore di Federer, Nadal o Djokovic nel loro momento migliore. Forse commette più errori, ma il gioco oggi è più veloce. Ed è proprio questo che rende così difficile confrontare epoche diverse”.
Un’analisi condivisa anche negli studi di Eurosport, dove Wilander sottolinea come la rapidità del tennis moderno comporti inevitabilmente un margine di rischio maggiore rispetto al passato.
Il confronto con il Big Three resta aperto
Per Wilander, però, il dibattito non può prescindere da ciò che ha reso unico il Big Three.
“Bisogna mettere sul tavolo la mentalità di Nadal e la capacità di Djokovic di leggere la partita e dare all’avversario ciò che non vuole. È per questo che mi piace vedere Novak ancora in campo contro questi ragazzi: continua ad alimentare il confronto e a renderlo credibile”.