Il ritorno di Arthur Fils nel circuito ATP ha dato segnali concreti e positivi. A Montpellier, dopo mesi di stop per una frattura da stress alla vertebra L5, il ventenne francese ha rimesso insieme partite e continuità . Due vittorie in un ATP 250, entrambe ottenute gestendo momenti anche complessi, che raccontano di un giocatore tornato competitivo.
All’esordio Fils aveva superato Royer, prima di ripetersi contro il connazionale Ugo Blanchet, n. 174 del ranking, lucky loser capace di eliminare Andrea Vavassori al primo turno. Il successo è arrivato con il punteggio di 7-6 7-5 in poco più di un’ora e mezza. Fils ha mostrato solidità mentale e soprattutto una tenuta fisica, aspetto che rappresentava il vero punto interrogativo dopo quasi sei mesi lontano dal Tour. Tre partite in quattro giorni senza cedimenti evidenti non erano scontate.
Anche se il quarto di finale contro Felix Auger-Aliassime ha riportato il discorso su un piano di realtà . Il livello per competere con un giocatore top non è ancora continuo e il divario si è visto, soprattutto nella gestione dei punti chiave. Il dato più rilevante, però, non è il risultato del tabellone. Fils è tornato in campo con un corpo diverso e idee chiare, con modifiche tecniche al servizio per alleggerire i carichi sulla schiena, un lavoro atletico mirato e una trasformazione fisica evidente, con una perdita di peso significativa.
L’ultima apparizione ufficiale del transalpino prima di questa settimana risaliva al Masters 1000 di Toronto, ma i problemi fisici erano iniziati già al Roland Garros, dove l’infortunio alla parte bassa della schiena lo aveva costretto al ritiro prima del terzo turno. Gli esami avevano evidenziato una frattura da stress alla vertebra L5, che lo ha tenuto lontano dai campi per diversi mesi.
Per il movimento francese Montpellier rappresenta quindi un punto di ripartenza degno di nota, una conferma di avere di nuovo un giocatore giovane capace di stare stabilmente nel circuito, accumulare esperienza e tornare progressivamente competitivo contro i migliori. Il talento non è mai stato in discussione; la vera sfida ora è la continuità . Staremo a vedere.