Ambizione, consapevolezza e un piano chiaro. Luciano Darderi non si nasconde più. Dopo il miglior risultato in carriera in uno Slam, gli ottavi di finale all’Australian Open, il 23enne nato a Villa Gesell guarda avanti con decisione: “L’obiettivo più immediato è entrare in Top 20, e sono molto vicino. A lungo termine, vorrei riuscire a entrare in Top 10 entro la fine dell’anno”.
Parole pronunciate a Buenos Aires, dove per la prima volta si presenta da testa di serie all’ATP 250 di casa, da numero 22 del mondo – suo best ranking – con lo status ormai consolidato di nuova certezza del tennis italiano.
La svolta di Melbourne
Quello di Darderi a Melbourne è stato molto più di un buon torneo. Le vittorie contro Cristian Garin, Sebastian Baez e Karen Khachanov hanno ribaltato una narrazione che lo voleva quasi esclusivamente specialista della terra battuta. La sconfitta contro Jannik Sinner, poi campione, non ha scalfito il bilancio di un torneo che segna un cambio di passo evidente.
Grazie agli ottavi australiani, Darderi è pronto a ritoccare ancora il suo best ranking, issandosi alle porte della Top 20. Un traguardo che a inizio stagione aveva indicato come sogno per il 2026, ma che oggi appare improvvisamente anticipabile.
“Sinner e Alcaraz extraterrestri. Ma con gli altri posso giocarmela”
La consapevolezza è cresciuta insieme ai risultati. “A parte Sinner e Alcaraz, che sono fenomeni, posso giocarmela con tutti”, ha spiegato in conferenza stampa. Il riferimento è anche a Carlos Alcaraz, affrontato allo US Open e indicato, insieme a Sinner, come erede della grande rivalità tra Roger Federer e Rafael Nadal.
“Giocano a un’altra velocità, sono extraterrestri. Ogni volta che mi alleno con loro miglioro molto. Se potessi, mi allenerei con loro tutte le settimane”. Un confronto che non intimorisce, ma motiva. Darderi cerca quel livello, lo frequenta, lo studia.
La chiave è il cemento
Se l’ambizione è la Top 10, la strada è tracciata: migliorare ancora sul duro.
“Per entrare in Top 10 so che devo giocare bene sul cemento”, ha ammesso senza giri di parole.
Il passaggio più complesso, racconta, è stato quello dai Future ai Challenger. Poi la prima svolta con il titolo ATP di Córdoba nel 2024 e l’ingresso in Top 100. Da lì, un lavoro costante su due aspetti determinanti: crescita mentale e struttura fisica. Ma soprattutto sull’adattamento alle superfici veloci.
“Negli ultimi due anni ho perso molte partite sul duro, ma ho fatto esperienza. Per un giocatore cresciuto sulla terra non è semplice. Oggi però ho più fiducia: credo di avere un buon diritto e un buon servizio per giocare bene anche su questa superficie”.
Un’evoluzione figlia anche del lavoro con Guillermo Perez-Roldan, ex Top 15 entrato nel team a dicembre accanto al padre-coach Gino. L’obiettivo tecnico è chiaro: più aggressività nei momenti chiave, servizio più incisivo, atteggiamento offensivo anche lontano dalla comfort zone della terra rossa.
Febbraio, occasione d’oro
Il calendario ora gli offre un’opportunità importante. Darderi è iscritto agli ATP 250 di Buenos Aires e all’ATP 500 di Rio de Janeiro, tornei ideali per caratteristiche tecniche e ambientali: terra battuta, clima favorevole, atmosfera sudamericana.
Con pochi punti da difendere rispetto allo scorso anno – uscite premature sia a Buenos Aires che a Rio – febbraio può diventare il trampolino definitivo verso la Top 20. E magari qualcosa di più.
Attenzione però: la seconda parte di stagione presenterà un conto più salato. Nel 2025 Darderi ha conquistato tre titoli su quattro in carriera tra Umago, Bastad e Marrakesh, risultati che dovrà difendere. La vera crescita, dunque, passerà dalla continuità.
Il fattore imponderabile
C’è poi una variabile che nessun giocatore può controllare del tutto: la condizione fisica. “Entrare in Top 10 non dipende solo da te, ma da tanti fattori, come gli infortuni. L’anno scorso mi sono fatto male alla caviglia, ho dovuto saltare tornei e altri li ho giocati senza essere al 100%. Devi farti trovare pronto nel momento giusto e sfruttare la serie positiva quando arriva”.
Ambizione sì, pressione no. Darderi vuole continuare a divertirsi, ma ora il salto non è più un’ipotesi lontana. La terra resta casa, il cemento la nuova frontiera.
La Top 20 è lì, a un passo. La Top 10 non è più un sogno proibito: è un obiettivo dichiarato. E, per la prima volta, anche credibile.