Pablo Carreno Busta

23 Novembre 2025

Stefano Cagelli

Chi è Pablo Carreño Busta: il guerriero silenzioso del tennis spagnolo

Nel panorama del tennis spagnolo, ricco di talenti e personalità ingombranti, Pablo Carreño Busta – che oggi affronta Matteo Berrettini nel primo singolare della finale di Coppa Davis tra Italia e Spagna a Bologna – ha costruito la sua carriera lontano dai riflettori più abbaglianti, ma con una solidità e una tenacia che lo hanno reso uno dei giocatori più affidabili della sua generazione.

Nato il 12 luglio 1991 a Gijón, nelle Asturie, Carreño ha iniziato a impugnare la racchetta da bambino, sviluppando negli anni uno stile essenziale, pulito, privo di fronzoli: un tennis fatto di geometrie, resistenza mentale e una notevole capacità di adattamento.

La sua ascesa è stata graduale ma costante: professionista dal 2009, ha scalato le classifiche fino a raggiungere il numero 10 del mondo nel 2017, coronando un percorso che lo ha visto affermarsi come uno dei migliori interpreti della scuola spagnola contemporanea. I suoi risultati nei tornei del Grande Slam lo confermano: due semifinali agli US Open (2017 e 2020) e due quarti di finale al Roland Garros, sempre nel segno della continuità e della capacità di esaltarsi nei momenti chiave.

Il punto più alto della sua carriera resta probabilmente la conquista del Masters 1000 di Montréal nel 2022, titolo che lo ha consacrato definitivamente nel gotha del tennis internazionale. Non meno prestigiosa la medaglia di bronzo alle Olimpiadi di Tokyo 2020, ottenuta battendo nel match per il terzo posto niente meno che Novak Djokovic: una delle imprese più memorabili della sua carriera.

Non è mancata però l’altra faccia dello sport: gli infortuni. Nel 2019 una lesione alla spalla ne ha rallentato il cammino, mentre tra il 2023 e il 2024 un grave problema al gomito lo ha costretto a un intervento chirurgico e a una lunga sosta che lo ha spinto fuori dalla Top 100. Una discesa brusca per un giocatore abituato a battagliare stabilmente ai massimi livelli, ma anche un banco di prova ideale per un combattente come lui.

Nonostante le difficoltà, Carreño Busta ha continuato a rappresentare la Spagna con il consueto spirito di squadra. Campione della Davis Cup nel 2019, è tornato a vestire la maglia della nazionale anche nelle ultime edizioni, contribuendo al cammino del team iberico con la sua esperienza e affidabilità.

Oggi, dopo i mesi più complicati della sua carriera, Carreño è impegnato in un nuovo percorso di risalita nel ranking. Il suo obiettivo: recuperare forma, fiducia e ritmo partita. E se la storia insegna qualcosa, è che il tennista asturiano non va mai dato per sconfitto.

Tra le curiosità che lo riguardano, spicca la sua sorprendente duttilità: nonostante la tradizione spagnola guardi alla terra battuta, Carreño ha ottenuto alcuni dei suoi più grandi successi sul cemento. Un tratto distintivo che conferma la sua natura di giocatore completo, capace di reinventarsi e di leggere il tennis come pochi.

In un’epoca fatta di colpi fragorosi e personalità mediatiche, Pablo Carreño Busta rimane il prototipo del lavoratore silenzioso, dell’atleta che parla soprattutto attraverso il suo gioco. E che, anche oggi, continua a inseguire nuovi traguardi con il passo sicuro di chi non ha mai smesso di crederci.