Il mondo del tennis continua a interrogarsi sulla notizia più clamorosa della fine di stagione: Carlos Alcaraz e Juan Carlos Ferrero non lavoreranno più insieme. Una separazione improvvisa, arrivata in piena preparazione invernale e a poche settimane dall’Australian Open, che ha colto tutti di sorpresa.
L’annuncio è stato ufficializzato dai diretti interessati attraverso i social network. Al posto di Ferrero, almeno fino a Melbourne, il ruolo di primo allenatore sarà affidato a Samu López. Ma a colpire più di ogni altra cosa è stata una frase contenuta nel messaggio dell’ex numero uno del mondo: “Mi sarebbe piaciuto continuare”. Parole che hanno immediatamente alimentato dubbi e domande.
Secondo quanto riportato da Radio Nacional de España (RNE), l’origine della rottura risalirebbe a pochi giorni fa, durante le trattative per il rinnovo del contratto di Ferrero in vista del 2026. Un passaggio abituale nel circuito, ma che in questa occasione avrebbe fatto emergere un disaccordo profondo, degenerato rapidamente fino alla decisione di separarsi.
Il tempismo rende il tutto ancora più sorprendente. Alcaraz è reduce dalla miglior stagione della sua carriera: otto titoli conquistati, due Slam (Roland Garros e US Open), il ritorno in vetta al ranking ATP e un impressionante record di 71 vittorie a fronte di sole 9 sconfitte. Numeri che sembravano confermare la solidità di un progetto tecnico tra i più vincenti del tennis contemporaneo.
Ferrero e Alcaraz avevano iniziato il loro percorso insieme nel 2018, quando il murciano era ancora un talento in costruzione. In sette anni, quella collaborazione ha prodotto risultati storici: sei titoli Slam, 24 trofei complessivi e il primato di numero uno più giovane di sempre. Una delle coppie più longeve e vincenti dell’era moderna.
Al momento, i dettagli della frattura restano avvolti nel riserbo. RNE conferma che, da un iniziale disaccordo, la situazione è rapidamente degenerata fino alla rottura definitiva. Ferrero lascia, mentre il resto dello staff continuerà a supportare Alcaraz.
È facile immaginare che l’argomento tornerà centrale nelle prime conferenze stampa del 2026. Per ora, resta l’amarezza per la fine di un sodalizio che ha fatto la storia del tennis e l’incognita su come Alcaraz affronterà il futuro senza l’uomo che lo ha accompagnato sin dai primi passi verso l’élite mondiale.