Nel Punto di Corrado Barazzutti di questa settimana un’analisi del torneo di Indian Wells, dal trionfo di Sinner alle prestazioni degli altri tennisti italiani
La finale di Indian Wells è stata più o meno quella che ci si poteva aspettare. Daniil Medvedev si è presentato all’ultimo atto completamente ritrovato, molto vicino alla versione del giocatore che è stato numero uno del mondo. Se riuscirà a mantenere questo livello tornerà sicuramente a essere uno dei protagonisti dei prossimi tornei, soprattutto sul cemento dove il suo tennis continua a essere particolarmente efficace.
Proprio per questo la vittoria di Jannik Sinner assume ancora più valore. L’azzurro ha dovuto tirare fuori il suo miglior tennis per portare a casa il titolo. Il primo set lo ha vinto soprattutto grazie a una percentuale impressionante di prime di servizio vincenti, perché negli scambi da fondo Medvedev è stato a tratti anche superiore. Nei momenti decisivi però Sinner ha fatto la differenza con il servizio e con la sua lucidità . Anche il secondo set ha mostrato quanto la partita sia stata complicata, quando Sinner si è trovato sotto 4-0 nel tie-break e ha dovuto reagire in una situazione molto difficile. È stata di fatto la sua partita migliore del torneo e ha dimostrato grande solidità mentale.
Dal punto di vista tecnico resta evidente come Jannik sia un giocatore completo e competitivo su tutte le superfici, ma con una marcia in più sul cemento dove riesce a esprimere il suo tennis migliore. E con la vittoria a Indian Wells diventa il più giovane di sempre a vincere tutti i tornei più importanti su questo terreno: tutti i 1000, oltre agli Australian Open, US Open e Finals. La maggiore velocità della superficie valorizza le caratteristiche del suo gioco, soprattutto la qualità dei colpi da fondo e la pressione costante che riesce a mettere sugli avversari.
Qualcuno parlava di crisi dopo la sconfitta contro Mensik a Doha, invece possiamo dire, come già abbiamo scritto su queste colonne, che non è affatto così. Jannik ha ritrovato rapidamente il suo miglior tennis, dimostrandolo soprattutto nelle due sfide più difficili del torneo, contro Fonseca e contro Medvedev.
Tornando proprio al russo, possiamo evidenziare anche come Indian Wells sia la conferma di un Medvedev tornato su livelli molto alti. Se riuscirà a mantenere questa continuità diventerà di nuovo un avversario pericoloso per tutti, soprattutto sul cemento, dove il suo tennis resta tra i più efficaci del circuito. È vero che sulla terra battuta ha spesso avuto più difficoltà , ma non bisogna dimenticare che ha comunque vinto un torneo importante come Roma. E soprattutto, con ancora tanti appuntamenti sul duro nella stagione, può essere uno di quei giocatori capaci di inserirsi nella corsa ai titoli e, come già successo, di eliminare anche i grandi favoriti come Alcaraz.
Chi invece sembra avere più difficoltà a scalfire il muro tirato su da Sinner e Alcaraz è Alexander Zverev. Il tedesco resta un giocatore di altissimo livello, con una continuità che gli permette di rimanere stabilmente nelle prime posizioni del ranking, ma contro i due migliori del momento fatica spesso a trovare soluzioni. E quando loro esprimono il miglior tennis per lui diventa a quanto pare impossibile competere alla pari.
La rincorsa ad Alcaraz
Con questo titolo Sinner rilancia anche la sua corsa verso il numero uno del mondo. Il distacco da Alcaraz resta significativo, circa 2000 punti, ma la stagione è lunga e nei prossimi mesi ci saranno molti punti in palio. Con l’inizio della stagione sulla terra battuta, lo spagnolo dovrà difendere risultati pesanti, mentre Sinner lo scorso anno ha saltato Montecarlo. Quindi, da Montecarlo in avanti e fino al Roland Garros, Alcaraz difenderà 4.330 punti contro i 1.950 di Sinner.
Il bilancio degli italiani: grande presenza, ma pochi risultati
Se si guarda al torneo degli italiani nel suo complesso, il bilancio resta ovviamente positivo grazie alla vittoria di Jannik Sinner e alla presenza molto numerosa nel tabellone principale. A Indian Wells c’erano molti giocatori italiani e questo di per sé è già un segnale importante per il movimento. Dal punto di vista dei risultati, però, il rendimento del gruppo non è stato particolarmente brillante. Molti azzurri si sono fermati presto e non sono riusciti a mettere insieme un numero significativo di vittorie nel torneo.
In alcuni casi le eliminazioni sono state legate anche a problemi fisici. Lorenzo Musetti e Matteo Arnaldi, ad esempio, arrivavano a Indian Wells non nelle migliori condizioni e questo ha inevitabilmente limitato le loro possibilità . Sono situazioni in cui non si può pretendere troppo perché quando un giocatore non è al meglio dal punto di vista fisico diventa difficile competere a questi livelli.
Matteo Berrettini, invece, ha dato segnali incoraggianti. L’azzurro sta progressivamente ritrovando ritmo dopo un periodo complicato e ha ottenuto una buona vittoria al primo turno contro Mannarino prima di uscire nel turno successivo. Un risultato che comunque conferma come il suo percorso di rientro stia andando nella direzione giusta.
E poi c’è Flavio Cobolli, che ha mostrato un buon carattere, soprattutto nella vittoria in rimonta contro Kecmanovic al primo turno. È stato un successo importante anche dal punto di vista mentale, anche se poi nel turno successivo ha ceduto nettamente contro Tiafoe. Va comunque considerato che Cobolli arrivava da settimane molto intense, dopo il titolo conquistato ad Acapulco, e un po’ di stanchezza poteva farsi sentire. Non dimentichiamo tuttavia il suo balzo nel ranking, ora al 14esimo posto. Meno positivo invece il torneo di Luciano Darderi, eliminato subito.
In sintesi, quindi, tanti italiani presenti ma pochi risultati significativi. Anche se la vittoria di Sinner in un Masters 1000 pesa enormemente nel bilancio finale e rende comunque molto positivo il torneo per il tennis azzurro.
Il momento di Paolini
Un discorso a parte riguarda Jasmine Paolini. La tennista azzurra sta attraversando un periodo non semplice dal punto di vista dei risultati e anche a Indian Wells non è riuscita a esprimere il suo miglior tennis.
Paolini è uscita agli ottavi di finale contro Gibson, una giocatrice che ha disputato un ottimo torneo. Tuttavia, considerando il valore e le qualità dell’azzurra, si ha la sensazione che questo non sia uno dei suoi momenti migliori. Anche nelle settimane precedenti i risultati non erano stati particolarmente positivi e il torneo californiano ha confermato questa fase un po’ complicata.
Il potenziale di Paolini resta comunque molto alto e proprio per questo l’attenzione si sposta ora su Miami, dove l’obiettivo sarà ritrovare continuità e tornare a esprimere il livello di tennis di cui è capace.