Nonostante l’eliminazione anticipata al Miami Open, Carlos Alcaraz non è un caso. A dirlo è Rafael Nadal, che invita a ridimensionare le critiche rivolte al giovane numero uno del mondo dopo la sconfitta al terzo turno contro Sebastian Korda.
Il 22enne spagnolo ha chiuso anzitempo la sua avventura in Florida, uscendo per il secondo anno consecutivo prima delle fasi finali. Un risultato che ha acceso qualche interrogativo, ma che, numeri alla mano, appare tutt’altro che preoccupante: il suo bilancio stagionale resta infatti un solido 17 vittorie e 2 sconfitte.
Intervenuto a Madrid durante un evento ufficiale, Nadal ha respinto con decisione ogni allarmismo:
“Ha appena vinto l’Australian Open, ha conquistato sette Slam ed è numero uno del mondo… cosa dovrebbe fare, vincere tutte le partite dell’anno? Non succederà mai”.
Un Sunshine Swing tra alti e bassi
Il cosiddetto “Sunshine Swing” di Alcaraz si è chiuso con sensazioni contrastanti. A Indian Wells, lo spagnolo ha raggiunto la semifinale prima di arrendersi a Daniil Medvedev, testa di serie numero 11. A Miami, invece, ha ottenuto una sola vittoria — una sfida spettacolare contro Joao Fonseca — prima di cedere in tre set a Korda, autore del miglior successo della sua carriera.
Un mese di marzo senza titoli, dunque, ma che non cancella quanto di straordinario fatto vedere a inizio stagione.
Un inizio di stagione da fuoriclasse
Nadal ha infatti sottolineato i traguardi già raggiunti dal connazionale nel 2026: il trionfo agli Australian Open, che lo ha reso il più giovane di sempre a completare il Career Grand Slam, il successo nell’ATP 500 di Doha e una striscia di 16 vittorie consecutive interrotta solo in California.
“Dobbiamo davvero preoccuparci per due sconfitte? Non ha senso. Non possiamo pretendere di più da lui”.
Il peso delle aspettative
Nadal conosce bene la pressione che accompagna i grandi talenti spagnoli. Da giovanissimo ha riscritto la storia del tennis, chiudendo poi la carriera con 22 titoli Slam e oltre 200 settimane da numero uno del mondo.
L’ascesa di Alcaraz ha coinciso con il tramonto della sua carriera, alimentando l’idea di un passaggio di consegne naturale. Tuttavia, il maiorchino invita alla cautela:
“Dovremmo semplicemente congratularci con Carlos e ringraziarlo per quello che sta facendo. Sta portando risultati allo sport spagnolo che, 25 o 30 anni fa, sarebbero stati impensabili. Forse ci siamo abituati troppo”.
Alcaraz tornerà in campo dal 5 al 12 aprile al Masters 1000 di Monte Carlo, dove si presenterà da campione in carica e con l’obiettivo di rilanciare immediatamente la sua stagione sulla terra battuta.