Shelton in azione col dritto alle Atp Finals

17 Agosto 2026

Stefano Cagelli

Shelton, dalla festa in Canada al tonfo di Cincinnati

Dalle stelle alla polvere nel giro di pochi giorni. Ben Shelton saluta subito il Masters 1000 di Cincinnati, sconfitto a sorpresa dal portoghese Jaime Faria con il punteggio di 6-4, 6-4. Un risultato difficilmente pronosticabile alla vigilia, soprattutto considerando il momento attraversato dallo statunitense, reduce dal trionfo in Canada e arrivato in Ohio con il morale alle stelle.

Shelton si presentava infatti a Cincinnati da numero 6 del mondo e soprattutto da campione del Masters 1000 canadese, torneo nel quale aveva confermato il titolo conquistato dodici mesi prima. Un percorso praticamente perfetto, chiuso senza perdere nemmeno un set e culminato con il successo in finale sul connazionale Brandon Nakashima per 6-3, 7-6(4).

A Cincinnati, però, la musica è cambiata immediatamente.

Faria non trema davanti al numero 6 del mondo

Dall’altra parte della rete c’era un Jaime Faria disposto a giocarsi fino in fondo le proprie possibilità. Il portoghese, proveniente dalle qualificazioni, aveva già ottenuto contro Jenson Brooksby la sua prima vittoria in carriera nel tabellone principale di un Masters 1000. Contro Shelton ha alzato ulteriormente l’asticella, conquistando anche il primo successo della carriera contro un giocatore classificato tra i primi dieci del mondo.

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Faria ha interpretato la partita con grande personalità, senza lasciarsi intimidire dalla potenza e dal servizio del padrone di casa. Shelton, al contrario, non è riuscito a ritrovare quella continuità che pochi giorni prima lo aveva reso praticamente inattaccabile in Canada.

Un dato racconta meglio di altri l’andamento dell’incontro: Faria ha cancellato 11 delle 12 palle break concesse all’americano. Shelton ha dunque avuto diverse occasioni per cambiare l’inerzia della sfida, ma quasi sempre il portoghese è riuscito a trovare la soluzione giusta nei momenti di maggiore pressione.

Shelton paga le occasioni sprecate

Il match è stato anche condizionato da un’interruzione per pioggia, ma neppure la pausa è servita a Shelton per cambiare passo. Il numero 6 ATP ha provato a costruirsi le opportunità per rientrare, senza però riuscire a trasformarle in maniera concreta.

Faria, invece, è stato decisamente più cinico. Il portoghese ha sfruttato tre occasioni di break e ha saputo difendere il vantaggio nei momenti decisivi, chiudendo la partita in due set dopo un’ora e 48 minuti.

Il doppio 6-4 fotografa così una serata nella quale Shelton non è mai riuscito realmente a imporre il proprio tennis. Una prestazione molto distante da quelle mostrate pochi giorni prima in Canada, dove servizio, aggressività e solidità mentale gli avevano permesso di dominare il torneo.

Dalla gloria canadese alla brusca frenata

È proprio il contrasto tra i due tornei a rendere ancora più sorprendente l’eliminazione di Shelton. In Canada lo statunitense aveva mostrato una versione estremamente convincente del proprio tennis, confermando di poter essere uno dei grandi protagonisti della stagione sul cemento nordamericano.

A Cincinnati è arrivata invece una battuta d’arresto tanto improvvisa quanto significativa.

Il risultato dimostra ancora una volta quanto sia complicato mantenere continuità nel circuito ATP, soprattutto quando gli impegni si susseguono a distanza di pochi giorni. Shelton era reduce da una settimana lunga e dispendiosa, conclusa con un titolo prestigioso, e si è trovato immediatamente davanti un avversario proveniente dalle qualificazioni, già abituato alle condizioni di gioco e senza nulla da perdere.

Per Faria, al contrario, quella di Cincinnati rappresenta una delle vittorie più importanti della carriera. Il portoghese prosegue così la sua avventura nel torneo e al terzo turno affronterà l’australiano Adam Walton.

Per Shelton, invece, è già tempo di voltare pagina. All’orizzonte c’è lo US Open, uno degli appuntamenti più importanti dell’anno e un torneo nel quale il pubblico americano si aspetta molto dal suo tennis.

La sconfitta di Cincinnati non cancella quanto di buono mostrato in Canada, ma interrompe bruscamente una striscia che sembrava averlo proiettato verso lo Slam di New York nelle migliori condizioni possibili. Dal titolo canadese all’eliminazione all’esordio in Ohio: nel tennis, a volte, bastano pochi giorni perché cambi tutto.