La rinuncia di Jannik Sinner a partecipare alle Finali di Coppa Davis ha sollevato diverse polemiche e non sono mancate le voci, anche (ahinoi) celebri, di chi l’ha criticato a livello personale. Tra le più strampalate, annoveriamo sicuramente quella di Bruno Vespa (eh sì, sembra assurdo solo dirlo), che nei giorni scorsi ha scavalcato tutti i suoi illustri colleghi per il capolavoro di gettare fango addosso a Sinner, comparandolo (in maniera del tutto impropria) con il suo grande rivale, Carlos Alcaraz. Quello che ha reso “immortale” il tweet di Vespa è il fatto che invece che ad Alcaraz ha fatto riferimento a un fantomatico Alvarez.
Non contento della barbina figura, il buon Vespa è tornato sull’argomento: “Nell’elencare le ragioni di disaffezione di Sinner nei confronti dell’Italia, oltre alla residenza a Montecarlo e al rifiuto di giocare quest’anno in Davis, dimenticavo la rinuncia alle Olimpiadi e soprattutto il rifiuto di incontrare il capo dello Stato. Serve altro?”.
No, Bruno, grazie. Basta così. Fa impressione il confronto di come il 24enne Sinner abbia affrontato la questione con un sorriso e tanta maturità (continuando a fare quello che sa fare meglio, ossia giocare a tennis e vincere), mentre l’81enne Vespa continua a giocare con i social come un ragazzino, come un Kyrgios qualsiasi. E così, mentre tutto il mondo è da giorni concentrato sul torneo di Vienna, dove oltre a Sinner anche Musetti è arrivato fino alle semifinali, lui non trova niente di meglio da fare che tornare su un tema già chiuso. Contento lui.